Le conseguenze del divorzio sui bambini

Voglio divorziare, ma ho paura di far del male ai miei figli: ecco quali possono essere le conseguenze del divorzio sui bambini.

Capita davvero spesso che, all’interno di una coppia, arrivi il momento di prendere in considerazione il divorzio. Semplicemente accade. Anche se questo periodo può essere accompagnato da tristezza e da litigi per due partner, non si tratta di certo di una tragedia familiare insormontabile.

Con il tempo, a volte anche un divorzio può rivelarsi un cambiamento positivo necessario, per quanto inizialmente si presenti come l’emblema di una fine.

Non è quindi il caso di concepirlo come un’azione grave, un errore della propria vita da scontare con rammarico provando sensi di colpa nei confronti dei figli –> Scopri come è giusto comportarsi con i figli dopo il divorzio!

Le conseguenze del divorzio sui bambini
di diverse fasce d’età

A ogni età, gli avvenimenti della vita lasciano segni diversi. È impensabile l’idea di garantire ai propri figli un’infanzia perfetta, accompagnandoli incolumi all’età adulta.

In questo articolo cerchiamo di definire alcune linee guida per comprendere meglio come i più piccoli della famiglia potrebbero «incassare» la notizia di una separazione, ma ricordiamoci che ogni bambino reagisce in modo imprevedibile, unico e inimitabile.

Come viene percepito il divorzio dei genitori da parte dei figli molto piccoli? È giusto lasciarli fuori dalle conversazioni di coppia e renderli partecipi esclusivamente della scelta finale?

Bambini con meno di 2 anni
I bambini che non hanno ancora 2 anni, non conoscono le regole attorno cui si articola il mondo degli adulti. Possono tuttavia percepire la tensione, la tristezza, il rancore di un genitore nei confronti dell’altro.

Non facciamo l’errore di dare per scontato che i bambini molto piccoli non possano capire o non abbiano gli elementi per percepire una crisi in corso. Un periodo travagliato, a questa età, può favorire la costruzione di un carattere ansioso e insicuro, insonnia e disturbi alimentari.

Bambini dai 2 ai 6 anni
Dai 2 fino ai 5 anni, i bambini attraversano una fase molto delicata da non sottovalutare. Mentre verso i 5 anni possono iniziare a fare domande e a conversare in modo più diretto con gli adulti, negli anni precedenti i bambini tendono a subire i fatti e ad alimentarli con la fantasia.

Per quanto possa scombussolare, un divorzio può rivelarsi anche un cambiamento positivo per l’intero nucleo familiare, oltre che un insegnamento per i propri figli. Tutto sta ai genitori affrontarlo nel modo più rispettoso possibile.

Meglio evitare, quindi, separazioni burrascose da uno dei due genitori e favorire, per il bene del bambino, una presenza equilibrata da parte di entrambi gli adulti.


Bambini dai 7 agli 11 anni
A questo punto, possiamo quasi iniziare a parlare di «giovani ragazzi». Verso i 10 anni, i bambini cominciano a sviluppare delle abilità emotive che permettono loro di comprendere abbastanza bene che cos’è un divorzio.

Tuttavia, i più piccoli convivono con l’eterna speranza in un lieto fine e in una riconciliazione dei genitori. È durante l’adolescenza che, spesso, realizzano con un po’ di tristezza la verità.

«Niente spinge una persona a rivalutare la sua vita come una crisi familiare, specialmente un divorzio» (Michael Douglas)

Come spiegare il divorzio a un adolescente

L’adolescenza è un periodo davvero molto difficile da affrontare. I ragazzi hanno bisogno di confermarsi all’esterno della famiglia, mantenendo però la certezza di poter contare su entrambi i genitori. Essere spettatori di un divorzio, a questa età, può portare un ragazzo a manifestare dei comportamenti di sfida nei confronti del sistema in cui vive o a spingersi al limite in alcune situazioni sociali.

Motivare la scelta di divorziare a un adolescente è tutt’altro che semplice. Ciò che fa la differenza, a questa età, è far capire ai ragazzi che gli adulti non sono invincibili, che possono sbagliare, ma che possono contare sempre sudi genitori capaci di collaborare anche nei momenti di crisi.

Tutto sta quindi ai genitori trovare le modalità per affrontare questo cambiamento nel modo più indolore possibile per i loro figli.

Alcuni accorgimenti possono essere discutere in sede privata, trovare i tempi e le modalità per sfogare le proprie emozioni, evitare in qualsiasi modo di svilire il partner (a maggior ragione in presenza dei figli) e valutare un eventuale percorso di coppia, in presenza di un Mediatore dei Conflitti o di un Counselor.

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