Come far rispettare le regole ai bambini

Strategie educative efficaci per far rispettare le regole ai bambini e promuovere una crescita equilibrata senza punizioni e litigi.

I bambini hanno bisogno di regole, di punti fissi, di irremovibili certezze. È proprio attraverso le regole che i più piccoli iniziano a capire come approcciarsi al mondo degli adulti e come metterli alla prova. Un bambino abituato a ottenere sempre tutto non si accontenta di un semplice «No», sottopone i suoi genitori a richieste sempre più insistenti fino a conquistare la loro approvazione.

La certezza di poter modificare le posizioni dei genitori porta il bambino a rinforzare sempre di più, dentro se stesso, la certezza di avere un «potere decisionale» più forte rispetto a quello degli altri e, allo stesso tempo, l’incapacità di elaborare e di metabolizzare qualsiasi negazione da parte degli altri.

Quanto contano le regole per i bambini? Tanto, forse tutto. Ogni bambino ha la necessità di crescere con delle regole, a patto che i genitori diano il buon esempio.

Molto spesso, sembra una vera impresa far rispettare le regole ai bambini. In realtà, possiamo dire che il segreto sta tutto nel comunicare in modo adeguato, con la giusta coerenza e con sincerità –> Scopri di più sui problemi di comunicazione tra genitori e figli!

La chiarezza prima di tutto

Meglio evitare di far percepire le regole come dei possibili consigli, usando forme come «Dovresti smettere di tirare le trecce a Matilde»; meglio piuttosto usare delle forme più incisive, dopo aver usato forme intermedie. Quindi, ad esempio, se il bambino non smette di tirare le trecce a Matilde possiamo permetterci un: «Giovanni, basta!».

Chiari, fermi e sicuri: la prima regola della buona comunicazione prevede semplicità nell’espressione delle richieste e fermezza quando il bambino mette alla prova la coerenza dei genitori.

A ogni azione la sua conseguenza 


Facciamo bene attenzione a non trasmettere ai bambini sensi di colpa nei confronti delle loro azioni. Lasciamogli libertà di scelta e facciamogli capire che per ogni azione esiste una conseguenza ben precisa e che loro hanno il potere di decidere come andrà.

«La conoscenza che viene acquisita con l’obbligo non fa presa nella mente. Quindi non usate l’obbligo, ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento; questo vi metterà maggiormente in grado di trovare l’inclinazione naturale del bambino» (Platone)

Comunicare fermezza e decisione

Usare il tono di voce in modo appropriato può cambiare notevolmente i comportamenti dei bambini. Non significa che dobbiamo urlare, ma usare un tono energico e sicuro, che accresca e sostenga l’autorità dell’adulto senza tuttavia abusare del suo ruolo.

Allenatori, docenti, politici e figure storiche della nostra cultura: tutti i riferimenti più importanti hanno in comune una grande capacità, la capacità di comunicare in modo efficace, con il tono giusto e le parole più adatte a ogni diversa situazione.

Il buon esempio è il miglior maestro

Infine, inutile chiedere ai bambini di rispettare le regole se noi siamo i primi a infrangerle. Almeno in presenza dei nostri figli e dei bambini altrui, cerchiamo di rispettare le regole in ogni occasione possibile: dai limiti di velocità in auto all’attraversare la strada sulle strisce, dal lavarsi i denti prima di andare a dormire al prestare rispetto a ogni persona.

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