Come chiedere l’affido di un minore

Tutto quello che bisogna sapere per capire come chiedere l’affido di un minore seguendo la Legge italiana.

Per quanto riguarda la tutela dei minori, la Legge n.184 del 1983 prevede che nel caso in cui un ambiente familiare risulti inadeguato alla crescita e allo sviluppo di un bambino o di un ragazzo minorenni, può essere predisposto l’affido temporaneo a soggetti terzi in possesso delle caratteristiche necessarie. Diversamente dall’adozione, l’affidamento non prevede alcun cambiamento dello stato giuridico del minore né di quello dei suoi genitori naturali.

I minori in questione possono essere italiani o anche stranieri, seppur residenti in Italia, e possono essere affidati per un periodo di tempo limitato, fino a un massimo di 2 anni. Se necessario, l’affido può essere prorogato e si conclude appena si risolvono le cause che impedivano alla famiglia originaria di occuparsi adeguatamente dei minori in questione.

Diversamente dall’adozione, l’affido ha una durata limitata nel tempo che può variare fino a un massimo di 2 anni ed essere prorogata nell’interesse di bambini e ragazzi.

Per quando riguarda l’affido di un figlio nel contesto di una coppia separata, ricordiamo che la Legge 54 del 2006 stabilisce il principio di bigenitorialità, ovvero che padre e madre davanti alla Legge hanno gli stessi diritti nei confronti dei figli, a parte casi molto gravi –> Scopri quando il figlio viene affidato al padre!

Le caratteristiche per diventare affidatari

Per chiedere l’affido di un minore, è necessario avere delle caratteristiche precise che, secondo la Legge, permettano al bambino o al ragazzo di crescere in un ambiente sano e adeguato.

Chi può essere l’affidatario
• una famiglia, senza figli o, ancora meglio, con altri minori
• una persona singola considerata adeguata
• un organo di assistenza, di natura pubblica o privata (solo dai 6 anni in su)
• una casa-famiglia

In Italia, possono diventare genitori affidatari anche persone single se considerate adeguate dai servizi sociali e dai centri affido distrettuali.

Come chiedere l’affido di un minore: la procedura

Per diventare genitori affidatari è necessario, prima di tutto, rivolgersi in prima persona ai Centri Affido distrettuali e ai Servizi Sociali locali per comunicare la propria disponibilità.

Dopo questo passaggio, l’unica cosa da fare è attendere che siano le realtà contattate a presentare la documentazione necessaria, a valutare l’idoneità del richiedente e, successivamente, a presentare eventuali minori.

Le famiglie affidatarie hanno compiti davvero molto importanti nei confronti del minore che gli viene affidato. Tra i tanti, favorire il reinserimento del bambino nella sua famiglia originaria quando sarà il momento.

I doveri di un genitore affidatario

L’affidamento familiare prevede dei contributi da parte dello Stato che hanno lo scopo di facilitare un compito tutt’altro che semplice. Oltre ai contributi, infatti, la famiglia o la persona affidatarie devono impegnarsi molto seriamente ad accogliere il minore, a provvedere al suo mantenimento, ad assicurargli un’educazione e un’istruzione.

Infine, un genitore affidatario deve dimostrarsi disponibile a mantenere i contatti con la famiglia originaria del minore e, a tempo debito, favorire il reinserimento del bambino o del ragazzo con il suo gruppo familiare.

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