Affidamento: quando a scegliere sono i figli

Come funziona l’affidamento quando a scegliere il genitore prevalente sono i figli?

Quando una coppia si separa, la prima preoccupazione a cui si dedica maggiore cautela è la collocazione dei figli presso il genitore prevalente. Con il termine «collocazione» ci si riferisce alla casa in cui i figli avranno ufficialmente la residenza, che può essere quella della madre o del padre. Tuttavia, va ricordato che la scelta della collocazione ufficiale non influisce sulle modalità di affidamento dei figli.

Salvo casi particolari, l’affidamento viene disposto in forma congiunta, e cioè suddivisa in modo equilibrato, per incoraggiare i figli a mantenere un «rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori», come cita l’articolo 337 comma 1 del Codice Civile.

Il divorzio è certamente uno dei momenti più difficili e delicati nella vita di una famiglia, a partire dalle scelte che riguardano i figli: dall’educazione all’affidamento, dalla definizione della collocazione alla conseguente individuazione del genitore prevalente.

L’affidamento condiviso viene escluso solo nel caso in cui possa risultare dannoso e contrario all’interesse dei figli –> Scopri quando il figlio viene affidato al padre!

Che cos’è il genitore prevalente

Torniamo al genitore prevalente: chi è? chi lo sceglie? quali sono le caratteristiche che definiscono questa figura? In poche parole, il genitore prevalente è il genitore che vive nella stessa casa di collocazione dei figli. Quindi si tratta del genitore con cui i figli passano la maggior parte del tempo.

Contrariamente a quanto si crede, il genitore collocatario prevalente non è quello che, automaticamente, ha anche diritto all’assegno di mantenimento per i figli. In alcuni casi, l’assegno può invece essere conferito al genitore non prevalente per permettergli di creare le condizioni ideali ad accogliere i figli nei giorni stabiliti dal Giudice.

Il genitore prevalente è il genitore con cui i figli passeranno la maggior parte del tempo. Ed è anche il genitore che vive nella stessa casa in cui sono ufficialmente «collocati» i figli.

Che cosa possono scegliere i figli maggiorenni 


In ogni caso, durante un divorzio il Giudice non può esimersi dall’ascoltare la volontà dei figli, che si tratti di maggiorenni o di minorenni. Davanti a dei maggiorenni, se considerati capaci di intendere e di volere, le scelte decisionali vengono totalmente lasciate alla loro discrezione.

«Devi lasciare che i tuoi figli se ne vadano se vuoi che rimangano con te» (Malcolm Forbes)

Che cosa possono scegliere i figli minorenni

Quando i figli sono minorenni, invece, la procedura è un po’ più complessa. La Legge prevede che il Giudice ascolti principalmente figli che abbiano compiuto almeno i 12 anni di età, ma non esclude la possibilità di ascoltare anche i più giovani, se ritenuti «capaci di discernimento», ossia dotati di una maturità particolare che permetta loro di elaborare idee autonome.

Che i figli siano maggiorenni o minorenni, in fase di divorzio il Giudice deve obbligatoriamente ascoltare le volontà di entrambi. E, in alcuni casi, può ascoltare anche le volontà di bambini al di sotto del 12 anni.

Va sottolineato che la Legge prevede l’ascolto obbligatorio delle volontà dei figli da parte del Giudice. Questo tuttavia non significa che la scelta del Giudice dovrà necessariamente corrispondere con le volontà espresse dai figli.

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