Quali differenze ci sono tra Mediatore Familiare e Assistente Sociale?

Mediatore Familiare o Assistente Sociale? Ecco le differenze che contraddistinguono queste due figure professionali.

«Sono un ragazzo di 22 anni e vorrei diventare, un giorno, Mediatore Familiare. Sono molto interessato a tutti quegli ambiti che tutelano il diritto di famiglia mettendo al centro il benessere della persona. Tuttavia, conosco poco questa professione e in particolare vorrei capire quali differenze ci sono tra il Mediatore Familiare e l’Assistente Sociale. Entrambi, alla fine, usano le loro competenze per aiutare le famiglie in momenti di difficoltà, ma in che modi diversi?
Marco»

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Caro Marco,
il ruolo del Mediatore Familiare è molto diverso da quello dell’Assistente Sociale. Quest’ultimo, infatti, a partire da colloqui e incontri con persone in difficoltà si occupa principalmente dell’organizzazione e della progettazione degli interventi sociali, dell’analisi di problematiche familiari e della formulazione di piani d’intervento. Diversamente, il Mediatore Familiare si occupa del colloquio diretto e contestualizzato nella ricerca di un punto d’accordo in caso di conflitto all’interno del nucleo familiare.

IL MEDIATORE FAMILIARE PUÒ:

• per legge, assistere le famiglie, le coppie e i figli nella gestione di conflitti interni al nucleo familiare;
• avviare le pratiche per la separazione consensuale;
• aiutare le coppie a trovare accordi per l’affidamento dei figli e i contributi economici;
• promuovere accordi duraturi in caso di successioni patrimoniali;
• segnalare alle autorità eventuali disagi rilevati all’interno di un nucleo familiare;
• incoraggiare le persone a trovare punti d’incontro esterni all’ambito giudiziale.

IL MEDIATORE FAMILIARE NON PUÒ

A differenza dell’assistente sociale, il Mediatore Familiare che non è in possesso dei requisiti necessari (come ad esempio una laurea negli ambiti della psicologia, della pedagogia, sociale o sanitario) non può:

• gestire e organizzazione i lavori dei servizi sociali;
• formulare e attivare piani d’intervento per supportare persone in difficoltà in qualsiasi contesto sociale e familiare;
• organizzare piani d’assistenza nell’ambito della riabilitazione da tossicodipendenze e alcolismo;
• attivare assistenza e sostegno per le persone vulnerabilità sociale.

Il corso dell’Istituto Cortivo per diventare Mediatore Familiare, tuttavia, si rivolge ad allievi in possesso di laurea di primo o di secondo livello o diploma triennale universitario in una delle seguenti aree: psicologica, pedagogica, sociale, sanitaria, umanistica, giuridica ed economica. Il corso si rivolge anche ad allievi che hanno conseguito diplomi superiori a cui sia seguita una proficua esperienza lavorativa nel campo dell’insegnamento, dell’educazione, del sociale e, più in generale, nei contesti di consulenza e assistenza alla famiglia.

Entrambe le figure professionali, invece, possono proporsi sia in strutture pubbliche, sia in strutture private, come dipendenti o come liberi professionisti.

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