Come comunicano i bambini?

Dai primi mesi di vita allo sviluppo del linguaggio verbale: ecco come comunicano i bambini e in che modo gli adulti possono interagire con loro in modo efficace.

Il linguaggio dei bambini si articola in due tipologie ben distinte: quello non verbale e quello verbale. Mentre il primo si sviluppa fin dai primi mesi, il secondo necessita di una padronanza lessicale più complessa e di conseguenza di qualche anno di preparazione e «allenamento».

Possiamo dire che i bambini comunicano con il mondo circostante a partire dai primi istanti della loro vita, attraverso sguardi, gesti, lacrime, suoni vocali e via così. Il linguaggio verbale, invece, quindi quello fatto di parole messe consapevolmente una dietro l’altra per formare una frase, inizia a svilupparsi in modo più articolato intorno ai 3 anni.

Chi l’ha detto che i bambini non comunicano prima di aver imparato a parlare? Fin dai primissimi mesi di vita, i neonati comunicano con il mondo attraverso il linguaggio non verbale. E sono proprio i segni che possono aiutarci ad accompagnare i bambini verso lo sviluppo del linguaggio nel tempo

È stato dimostrato, tuttavia, che i bambini che iniziano a comunicare con i genitori attraverso il linguaggio gestuale hanno anche molti più strumenti per sviluppare un linguaggio verbale ricco e approfondito e, di conseguenza, aumentare le loro capacità cognitive –> Scopri i vantaggi del linguaggio dei segni nei bambini!

Lo sviluppo del linguaggio verbale nei bambini

Abbiamo detto che il linguaggio verbale inizia a mostrare i suoi sviluppi più evidenti nei bambini intorno ai 3 anni. A questa età, solitamente i bambini conoscono circa 300 parole e ne imparano di nuove costantemente. Iniziano, tra l’altro, a declinare alcuni verbi al passato correttamente e a utilizzare il linguaggio ipotetico «forse usciamo».

Sempre a 3 anni, entra in campo il linguaggio simbolico che porta i bambini ad attribuire alle cose nomi e significati diversi da quelli reali, con un conseguente e incredibile sviluppo della fantasia e dell’immaginazione. In questo modo, un lampadario diventa un’enorme mongolfiera, un vecchio armadio si trasforma in un passaggio per un mondo fantastico, un semplice bastoncino diventa la spada dei pirati e via così.

Anche se gli adulti hanno creato uno schema dentro al quale catalogare, per semplicità di analisi, lo sviluppo del linguaggio nei più piccoli, ricordiamoci che ogni bambino è unico e che, di conseguenza, anche i suoi tempi saranno diversi da quelli degli altri

Alcuni suoni più complessi, come quelli della R e della L, iniziano a essere usati correttamente a partire dai 4 anni in su, età in cui anche le frasi iniziano a contenere almeno 5 parole e tantissimi «perché?».

Infine, è intorno ai 5 anni che si assiste all’inizio del perfezionamento del linguaggio: il vocabolario è abbastanza ampio da permettere ai bambini di creare frasi anche abbastanza complesse.

Baby Signs Italia è un programma di comunicazione gestuale che permette ai genitori di «parlare» con i loro figli fin dai primi mesi di vita e di accompagnarli nello sviluppo del linguaggio verbale

Come aiutare i bambini a comunicare 


Accompagnare i bambini nel delicato sviluppo del linguaggio è una responsabilità tutt’altro che banale. Oltre agli Educatori e agli Assistenti degli Asili Nido e delle Scuole Materne, è bene che anche i genitori capiscano come comunicano i bambini e come aiutarli, ad esempio attraverso questi 5 consigli:

1. dimostrati aperto all’ascolto
2. evita di interromperli mentre comunicano con te
3. non dirgli che non li capisci, piuttosto fai loro delle domande
4. non usare un linguaggio infantile, ricordati che tu sei un adulto
5. evita la terza persona (es. «cosa fa questo bambino?», «quanto è bello il mio piccolo?»), insegnagli l’io e il tu usandoli spesso nelle frasi che lo riguardano
6. dai 6 mesi in su, inizia a comunicare con tuo figlio attraverso il linguaggio gestuale Baby Signs Italia

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