Sordociechi e comunicazione: come interagire con loro?

4 metodi per interagire e gestire la comunicazione con bambini, ragazzi e adulti sordociechi.

La sordocecità è una di quelle disabilità ancora poco conosciute. La maggior parte dei bambini, dei ragazzi e degli adulti che nascono, crescono e convivono con qualche tipo di pluriminorazione psicosensoriale si trova, di conseguenza, a fluttuare in un mondo tutto loro frequentato da pochi: genitori, familiari, assistenti e volontari.

È anche sotto questo punto di vista che lavora la Lega del Filo d’Oro, una delle Associazioni più conosciute e attive negli ambiti dell’Assistenza, dell’educazione, della riabilitazione e del reinserimento familiare e sociale di persone sordocieche.

Per assistere una persona sordocieca è più che necessario acquisire una preparazione specifica che dia la priorità alla comunicazione.

Assistere una persona sordocieca significa, prima di tutto, imparare a comunicare e a interagire correttamente, cercando il più possibile di capire e di farsi capire, con tanta pazienza e con altrettanta preparazione –> Scopri la guida per accompagnare un non vedente!

4 sistemi per comunicare con i sordociechi

Esistono moltissimi sistemi diversi per comunicare con le persone sordocieche. Ognuno di questi metodi tiene conto del grado di difficoltà visiva e uditiva, con l’obiettivo di promuovere al massimo anche la più piccola capacità della persona. Noi abbiamo scelto di presentarne 4: il metodo Malossi, la LIS tattile, il Braille e il metodo Todoma.

1. Il metodo Malossi
Questo metodo viene utilizzato principalmente con persone che hanno avuto modo di imparare a leggere e a scrivere prima di diventare sordocieche. Permette di comunicare attraverso le mani: ogni parte del palmo e delle dita corrisponde a una lettera dell’alfabeto e la comunicazione avviene attraverso tocchi o pizzichi leggeri.

2. La LIS tattile
Si tratta di un’evoluzione della Lingua Italiana dei Segni trasportata, però, nella versione tattile per comunicare proprio con quelle persone che manifestano disabilità di tipo uditivo e visivo.

Ogni metodo deve, ovviamente, essere integrato ad ausili compensativi adeguati per permettere alle persone con pluriminorazioni psicosensoriali o sordocecità di comunicare anche in modi diversi.

3. Il Braille
Il Braille è forse il metodo più classico e conosciuto anche da chi non ha a che fare ogni giorno con persone sordocieche. Consiste nell’utilizzare dei puntini in rilievo per comporre frasi e testi, anche lunghi. Per la comunicazione in Braille esistono addirittura delle piccole stampanti portatili da utilizzare quotidianamente.

4. Il metodo Todoma
Il metodo Todoma aiuta i bambini a riconoscere i movimenti delle labbra e, quindi, a imparare a parlare, attraverso il tatto. Per iniziare a riconoscere i movimenti delle labbra, i bambini devono tenere i palmi delle mani sulle guance e i pollici appoggiati sulla bocca del loro interlocutore.

Esistono davvero tanti metodi per comunicare con bambini, ragazzi e adulti sordociechi. Ognuno di loro impara e utilizza il sistema che compensa maggiormente le difficoltà e valorizza al massimo le capacità.

Gli ausili che aiutano a comunicare con i sordociechi

Dalle tastiere fisse a quelle programmabili, dai lettori automatici ai sistemi di sintesi vocale, dai registratori di messaggi in frequenza ai software ingrandenti, dalle stampanti in braille agli avvisatori vibranti: gli ausili per comunicare con le persone sordocieche non mancano e le nuove tecnologie ci aiutano, in questo senso, a specializzare sempre di più la possibilità di interagire in tanti modi diversi tra di noi.

Per conoscere nel dettaglio gli ausili specifici per le persone sordocieche, rimandiamo la lettura all’ottima guida illustrata realizzata proprio dalla Lega del Filo d’Oro. Per scaricare gratuitamente la guida, clicca qui.

Vuoi saperne di più su come interagire e comunicare con persone sordocieche? Scopri il Corso per diventare Assistente ai Disabili!