Com’è essere adulti e disabili in Italia?

Nel 21esimo secolo, essere adulti e disabili comporta ancora diverse problematiche sotto i punti di vista professionale, economico e sociale.

Siamo in Italia, in un Paese economicamente, socialmente e culturalmente avanzato. O, almeno, così dovrebbe essere. È il 21esimo secolo, eppure la concezione delle disabilità è ancora molto arretrata.

Mentre in altri stati del mondo la diversità è considerata una normalità, in Italia la concezione del diverso come qualcosa di eccezionale è ancora ben salda nella maggior parte della popolazione e non solo nelle vecchie generazioni.

Motivo per cui i marciapiedi sono troppe volte inaccessibili; le auto personalizzate sono più uniche che rare; i mezzi pubblici sono troppo spesso da escludere nella vita di una persona con disabilità fisica, così come la libertà affettiva e sessuale per gli adulti con Sindrome di Down e via così.

In tutto questo, la mera acquisizione dell’autonomia gestionale quotidiana assume quasi un ruolo superficiale, anche perché può facilmente essere affidata, tra l’altro, a professionisti nell’ambito dell’Assistenza –> Scopri chi è e che cosa fa l’Assistente Familiare per Disabili!

Le difficoltà principali per gli adulti disabili

Che la disabilità sia fisica o mentale, gli ostacoli cambiano solo in parte. Le difficoltà più grandi per un ragazzo che si prepara ad essere un adulto disabile sono davvero tante, tra cui:

• acquisire un buon livello di autonomia

• imparare a utilizzare i mezzi per spostarsi

• spostarsi autonomamente nonostante le barriere architettoniche

• trovare un lavoro continuativo

• acquisire un ruolo all’interno della società

• instaurare dei legami.

In questo senso, esistono delle normative sul collocamento delle persone disabili che dovrebbero proprio aiutarle nell’acquisire maggiore autonomia, sia economica sia personale. E, per quanto riguarda i legami sociali, esistono diverse Associazioni che promuovono l’aggregazione tra persone disabili e persone normodotate.

Tuttavia, instaurare dei legami amicali o sentimentali sembra ancora uno dei problemi più grandi, soprattutto per chi ha una disabilità mentale.

Il timore dei genitori: come farà senza di noi?

Il più grande timore per i genitori dei ragazzi disabili gira intorno all’immagine di un futuro difficile e costellato di solitudine. Ciò sottolinea l’importanza di incoraggiare un inserimento sociale precoce attraverso la frequentazione di luoghi di aggregazione, di luoghi d’incontro, di attività sportive e formative.

Una delle domande più frequenti tra i genitori dei ragazzi o degli adulti disabili è proprio: «Come farà quando noi non ci saremo più?».

Se il «dopo di noi» non deve diventare una fonte di ansia, non deve neanche essere sottovalutato. Gradualmente, un po’ alla volta, è fondamentale insegnare a un bambino e a un ragazzo disabile a contare solo su se stesso e a cercare la compagnia che desidera nei luoghi e nei momenti più adeguati.

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