La disabilità come risorsa

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Attività didattiche per far percepire la disabilità come una risorsa.

«Salve, mi chiamo Irma e sono un’insegnate di sostegno in una scuola primaria di Perugia. Quest’anno ho iniziato a seguire Sara, una bambina su sedia a rotelle e con difficoltà di apprendimento. Mi piacerebbe proporre alle insegnanti di ruolo delle attività per far percepire la disabilità come una risorsa, non come una diversità o una mancanza. Mi sono accorta che gli altri bambini, durante la merenda, evitano Sara e la percepiscono come “limitata” perché non può giocare a palla e correre in cortile. Vorrei far percepire agli altri la dolcezza, la sensibilità e l’ironia di Sara».

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Cara Irma,
partiamo dalle differenze tra integrazione e partecipazione. L’integrazione consiste nell’inserire, in modo un po’ forzato, un elemento esterno in un sistema già strutturato, cercando di modificare le sue caratteristiche affinché assomiglino il più possibile a quelle degli altri. La partecipazione, invece, avviene quando un nuovo elemento si inserisce in un contesto e lo modifica portando qualcosa di nuovo, senza uniformarsi, ma cambiando il panorama complessivo arricchendolo con le proprie caratteristiche.

Spesso, quando si inserisce un bambino con disabilità in un gruppo normodotato il vero vantaggio lo trae il gruppo intero, e nella migliore delle ipotesi anche il bambino interessato. Il gruppo impara il rispetto, acquisisce competenze umane e relazionali, aumenta la sensibilità, l’altruismo, l’empatia e sviluppa il pensiero laterale che permette di trovare soluzioni diverse, originali, per vivere insieme allo stesso modo.

Quello che ti consigliamo noi, quindi, dato che si tratta di bambini ancora molto piccoli, è di far percepire la disabilità come una risorsa attraverso dei giochi educativi da svolgere tutti insieme in aula. Tieni però bene a mente che il tuo obiettivo sarà far percepire ai bambini i valori aggiunti di Sara, non di omologare la piccola agli altri.

Con l’aiuto della maestra di educazione artistica, inizia organizzando, ad esempio, un’attività in cui ogni bambino dovrà rappresentare, in un foglio, quello che vorrà diventare da grande. Alla fine dei lavori, i bambini dovranno raccontare, uno alla volta, i loro sogni per il futuro e commentarli insieme agli altri. Sara, in questo caso, avrà la possibilità di esprimere la sua forza, la sua sensibilità e il suo carattere.

Disabilita Come Risorsa a Scuola

Insieme alla maestra di educazione fisica, invece, immagina dei giochi con la palla che si possano svolgere anche da seduti. Oppure degli percorsi in cui l’obiettivo è strisciare dentro a dei coloratissimi tunnel di carta nel minor tempo possibile, rotolare da un punto all’altro della palestra, fare canestro da seduti, eccetera.

Organizza altre attività seguendo lo stesso principio e pensando a ciò che Sara potrà far percepire agli altri di se stessa anche senza correre e saltare in cortile.

Chiedici altri consigli per far percepire la disabilità come una risorsa, scrivici!