Come rendere la cucina adatta ai disabili?

Ingombri, altezze, spazi e accessori per rendere la cucina adatta ai disabili motori e utilizzabile in autonomia.

C’è ancora tanta strada da fare per rendere piazze, locali e spazi aperti perfettamente accessibili ai disabili, ma possiamo iniziare un passo alla volta, a partire dalla nostra casa.

La cucina è di certo uno dei luoghi maggiormente frequentati della casa e, insieme al bagno, uno spazio che richiede necessariamente possibilità di autonomia, soprattutto a chi ha capacità motorie limitate.

Per rendere la cucina adatta ai disabili si possono scegliere due strade diverse: acquistarne una ad hoc oppure personalizzare il più possibile l’arredo già esistente.

Esistono diverse agevolazioni fiscali che permettono alle famiglie delle persone con disabilità di rendere accessibili gli spazi di vita dei loro cari, cucina compresa e non solo.

Qualche anno fa, ad esempio, Ikea e Snaidero hanno proposto sul mercato due diverse soluzioni pensate proprio per persone con diverse disabilità –> Scopri la cucina per disabili Ikea e Snaidero!

Le caratteristiche della cucina adatta ai disabili

Dalle dimensioni agli ingombri, dalle componenti personalizzabili alla scelta degli accessori: ecco le caratteristiche della cucina ideale e più adatta alle persone con disabilità motorie.

Dimensioni e ingombri 


Una cucina adatta a persone con disabilità motoria deve necessariamente tenere conto di alcune caratteristiche strutturali specifiche:

• carrozzine e deambulatori hanno bisogno di uno spazio di almeno 1,50 metri per la rotazione, meglio quindi optare per cucine a parete che lascino l’ambiente aperto

• la cucina deve prevedere uno zoccolo rientrato, di almeno 20 cm dal pavimento, che permetta al poggia piedi della carrozzina di non sbattere contro le ante

• sotto al piano di lavoro deve esserci dello spazio libero per dare la possibilità alla persona di potervi accedere anche con la carrozzina o un eventuale deambulatore

• ancora meglio se l’altezza del piano di lavoro può essere variata attraverso un sistema elettronico, come ad esempio quello presentato da All Mobility.

La tecnologia, sempre più presente nelle nostre vite, può diventare un vero e proprio alleato per abbattere le barriere architettoniche, soprattutto in casa.

Componenti personalizzate ed ergonomiche


• apertura elettrica a sfioramento e chiusura rallentata dei cassetti
• cappa azionabile a distanza tramite telecomando
• lavastoviglie rialzata, facilmente accessibile anche da una posizione seduta
• piastre a induzione per lo spostamento semplificato delle pentole

Naturalmente, non tutte le famiglie possono permettersi di riprogettare da capo la cucina per renderla facilmente accessibile alle persone con disabilità. Per questo motivo, esistono diverse detrazioni e agevolazioni. Consigliamo di approfondire l’argomento leggendo la «Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità» sul sito dell’Agenzia delle Entrate.


A proposito di pensili

Per rendere la cucina adatta ai disabili motori, l’ideale è evitare la presenza di pensili rialzati e posizionarli tutti a un’altezza accessibile anche dalla posizione seduta. Tuttavia, alcune cucine di ultima generazione permettono di variare a comando, tramite un pulsante di sicurezza, la discesa e la risalita dei pensili.

Infine, ma non per questo meno importante, l’angolo di apertura delle ante che deve essere di almeno 180° per permettere alla persona ampiezza di movimento e meno blocchi possibili.

Altri accessori

Tavoli, sedie e complementi d’arredo possono diventare delle barriere architettoniche a tutti gli effetti. Eppure, basterebbe dotarli di rotelle con blocco di sicurezza per renderli facili da spostare all’interno degli ambienti.

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