Figli e genitori anziani, come combattere la rabbia

Come combattere la rabbia in casa quando figli e genitori anziani convivono sotto lo stesso tetto.

Arriva un momento, nella vita, in cui figli e genitori anziani si ritrovano a convivere per necessità sotto allo stesso tetto. Spesso accade quando l’anziano inizia a perdere anche solo parzialmente la sua autonomia, o dopo l’insorgenza di patologie particolari.

Non sono pochi i figli che si fanno carico dei genitori durante la vecchiaia, diventando i loro «caregiver», nel tentativo di garantirgli più benessere possibile in un ambiente intimo e familiare. La convivenza tra le parti, tuttavia, non è sempre facile, soprattutto nel primo periodo di cambiamento, quando ogni componente della famiglia deve abituarsi a vivere insieme all’anziano tutta la propria quotidianità.

Che cosa fare quando la rabbia sale nei confronti dei comportamenti di un anziano? Esiste una tecnica infallibile per aiutarci a combattere la collera e ritrovare la serenità?

Inserire un nuovo componente in casa significa modificare anche tutti gli equilibri del nucleo familiare che la abita. Un’impresa tutt’altro che semplice, ma non impossibile da realizzare con armonia –> Scopri come gestire i genitori anziani senza stress!

Gestire le dinamiche emozionali

Qualsiasi cambiamento porta con sé qualcosa di nuovo e di sconosciuto, che può essere molto bello come anche molto difficile. Non possiamo sapere in anticipo come andranno le cose, ma possiamo fare del nostro meglio per gestire le tantissime emozioni che travolgono entrambe le parti coinvolte in un momento tanto delicato.

Affetto, tristezza, tenerezza e a volte anche rabbia: la razionalità non fa parte del flusso di emozioni che travolgono figli e genitori quando l’uno si occupa dell’altro in un momento di bisogno.

Può capitare di sentirsi frustrati per tanti motivi diversi: perché ogni giorno la fatica ricomincia da capo, perché tutto il proprio impegno non è mai abbastanza per migliorare la situazione, perché mancano le competenze e la sicurezza, perché l’anziano non collabora o addirittura si agita, si chiude in se stesso o diventa nervoso.

Per mantenere un buon grado di lucidità è necessario imparare a concedersi del tempo per se stessi, quindi evitare di buttarsi completamente nell’Assistenza e dimenticarsi di se stessi.

In questi casi, bisogna imparare a concedersi del tempo per se stessi e organizzarsi in modo tale da poter staccare, chiedendo aiuto a qualche altro familiare, a un Assistente temporaneo, a un amico. Qualche ora dedicata solo al proprio relax aiuta a ritrovare quella lucidità che viene a mancare durante una litigata.

Cosa fare quando la rabbia sale

A volte, la stanchezza può farci passare dallo sconforto alla rabbia in pochi secondi e portarci a pronunciare parole o a compiere azioni che non avremmo mai voluto dire o fare. Non esiste una tecnica infallibile per evitare questi momenti, ma possiamo imparare a conoscerci e a osservarci per imparare a prevenire ciò che ci disturba.

Ad esempio, se sappiamo che alcune frasi o alcune discussioni ci portano sempre e irrimediabilmente a confrontarci con collera, possiamo decidere per il bene comune di chiuderle velocemente o di evitarle. Non è sempre il caso di chiedere a un anziano o a un figlio di fare uno sforzo per affrontare certi argomenti con calma, a volte ci si può concedere anche il lusso di ignorare i confronti per dare spazio a conversazioni più semplici.

Mentre una discussione animata può essere chiusa velocemente ed evitata, da alcuni momenti non si può proprio fuggire. Anche in questi casi il consiglio è di fermarsi e cercare di ritrovare la propria lucidità prima di far degenerare la situazione.

Se invece la rabbia è causata da una situazione, anche in questo caso possiamo decidere se possiamo o meno evitarla. Ad esempio, se puntualmente l’anziano si oppone al momento del bagno, non possiamo lasciar correre, ma possiamo decidere di sospendere momentaneamente la discussione per contare fino a 10, respirare profondamente, chiamare un amico e ritrovare la serenità che serve per riaffrontare la questione.

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