Come affrontare la perdita di un figlio piccolo

3 passi per capire come provare ad affrontare la perdita di un figlio piccolo, attraversare il dolore ed elaborare il lutto.

Perdere un figlio è l’esperienza più difficile che un genitore possa trovarsi ad affrontare, la tragedia più grande che si possa immaginare. Se si tratta di un figlio piccolo, al dolore della perdita si aggiunge l’immensa tristezza di una vita mancata troppo presto e rimasta senza futuro.

Affrontare la perdita di un figlio, piccolo o adulto che sia, è un compito durissimo, quasi impossibile, destinato a impegnare tutta la vita di un genitore. Avviare un percorso di affiancamento in un momento del genere è indispensabile, per cercare di elaborare il vuoto creato dall’improvvisa mancanza di un bambino.

E quando il dolore è troppo grande per essere affrontato da soli o con il supporto dei propri cari, la scelta migliore da fare è chiedere aiuto a un Counselor o a un professionista della relazione d’aiuto, come uno psicologo. Senza dimenticare il proprio medico di famiglia, che potrà dare un contributo importante.

Per farcela, però, bisogna attraversare diverse fasi, tra cui prima di tutto quella che prevede di accogliere e di ascoltare tutto il dolore, per tutto il tempo e con tutto il coraggio necessari, perché il “viaggio nel dolore” non fa sconti e non finisce mai completamente –> Scopri di più su come superare la morte di un figlio!

Accogliere e attraversare il dolore

Per accettare una condizione dolorosa è fondamentale, prima di tutto, realizzarla, accoglierla e attraversarla completamente. Anche se questo comporta dover sentire e ascoltare emozioni infinitamente infelici e sconfortanti.

Coinvolgere persone care, amici e familiari in questo momento iniziale è davvero indispensabile. Bisogna evitare di chiudersi in se stessi lasciando il mondo fuori.

Prenditi cura di te (senza scordare gli altri)

Non bisogna dimenticarsi di noi stessi, ma neanche degli altri. Chi si trova in questa situazione deve ricordarsi di rispettare la sua quotidianità: alzarsi alla solita ora, curare il proprio aspetto e la propria igiene personale, andare a fare la spesa prima che il frigo sia vuoto e mangiare cibi sani rispettando una dieta varia.

Insomma, concentrarsi sui piccoli gesti di ogni giorno, su routine che consentono di costruire o ricostruire comportamenti che ridefiniscono le azioni di una vita apparentemente normale, può aiutare a ricomporre poco a poco il rapporto con la realtà.

Allo stesso tempo, è importante ricordarsi che ci sono altre persone attorno al genitore affranto: anche loro soffrono le conseguenze del lutto. Hanno bisogno l’uno del sostegno dell’altro.

Coinvolgere un professionista esterno è una scelta fondamentale per non sovraccaricare le responsabilità di amici, familiari e persone care.

Chiedi aiuto a un professionista

A volte, davanti ad alcune situazioni molto tristi e dolore, non è possibile «salvarsi» da soli. Chiedere aiuto a qualcuno è la scelta migliore da fare, ma attenzione però: abbiamo detto che è importante condividere il tempo con le persone care, ma questo non significa che familiari, amici e parenti debbano diventare i nostri «caregiver» durante l’elaborazione di un lutto.

Quando la tristezza è troppo grande, meglio chiedere aiuto a un Counselor esterno o a un professionista della relazione di aiuto che, con competenze specifiche, possa aiutare a trovare la forza di affrontare la perdita di un figlio.

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