Quanto è importante il buonumore per gli anziani?

Il buonumore è un vero e proprio generatore naturale di felicità: ecco perché è così importante per gli anziani.

Il buonumore è un alleato fondamentale della terza età. Dopo i 65 anni, quando i ritmi della propria vita iniziano a rallentare, la propria carriera lavorativa trova una felice conclusione e i figli sono ormai completamente autonomi, alcuni anziani tendono a chiudersi in loro stessi trascurando i rapporti amicali e abbandonando il proprio ruolo sociale.

Complici lutti, imprevisti, patologie tipiche dell’avanzare dell’età, il buonumore viene messo a dura prova. Ma è proprio la positività la chiave per diventare dei senior equilibrati, attivi e di tutto rispetto.

A qualsiasi età, poter contare su una discreta dose di buonumore significa avere in tasca un passaporto per una vita serena e armoniosa. In particolare, la felicità è l’alleato principale dei nostri senior.

Per stimolare il buonumore, non c’è niente di meglio dell’attività all’aria aperta, ma non solo –> Scopri 5 attività all’aria aperta per anziani!


Come migliorare l’umore degli anziani? 


Ecco alcuni suggerimenti per «allenare» il buonumore degli anziani e, al tempo stesso, per combattere l’esclusione sociale degli over 65.

• fare sport
• coltivare i rapporti sociali
• frequentare luoghi di aggregazione
• iscriversi a qualche corso di formazione
• stringere nuove amicizie
• dedicare del tempo a se stessi
• curare il proprio corpo e il proprio benessere
• coltivare le proprie passioni personali

Sport, ginnastica dolce, passeggiate e vita sociale: ecco tutto quel che serve per aumentare il livello del proprio buonumore.

Cosa fare quando l’anziano è depresso? 


In caso di depressione, apatia, tristezza e altre condizioni patologiche riguardanti l’umore e la sfera mentale dell’anziano, la prima cosa da fare è contattare il medico di base per concordare insieme il miglior da farsi.

«La cosa che più ti aiuta a guarire è il buon umore» 
(Pindaro)

Qualsiasi tipo di attività all’aria aperta stimola la serotonina, l’ormone neruotrasmettitore della felicità. Ideale, quindi, anche uscire semplicemente per una breve passeggiata, andare a fare qualche commissione a piedi invece di prendere la macchina, frequentare qualche corso di nuoto, di stretching, di ginnastica dolce, di yoga o di pilates.

Cosa NON fare in caso di tristezza persistente?

Il dolore di una perdita, dell’insorgere di una patologia, di un cambiamento improvviso va vissuto, affrontato e metabolizzato. È importante stimolare l’anziano a non lasciarsi andare, ma ricordiamoci quanto sia fondamentale anche lasciargli il tempo di accettare le proprie emozioni.

Che si tratti di un anziano, di un ragazzo, di un adulto o di un bambino, la regola è sempre la stessa: qualsiasi tristezza va vissuta, affrontata e metabolizzata. A ogni cosa il suo tempo 😉

Al di là di qualsiasi consiglio, evitiamo di forzare l’anziano e cerchiamo di prendere sempre ogni decisione insieme a lui.

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