Figli caregiver: come gestire le emozioni

Quando i figli diventano i caregiver dei genitori: ecco come gestire le tante emozioni di un ruolo nobile e altrettanto impegnativo.

Caregiver: «chi, a livello familiare o professionale, presta assistenza a un malato, specialmente terminale» (Garzanti Linguistica)

Al di là del dato positivo che ci conferma l’avanzare della vita media in Italia si cela l’altra faccia della medaglia: sempre più anziani, nel nostro Paese, necessitano di Assistenza per svolgere anche le più semplici azioni quotidiane, come vestirsi, lavarsi, mangiare, alzarsi dal letto e via così.

Non tutte le famiglie, però, riescono a permettersi o a ottenere l’Assistenza professionale di cui avrebbero bisogno. Ecco che, di conseguenza, per un periodo della loro vita i figli diventano i caregiver dei genitori, ovvero una figura di aiuto e di riferimento per le necessità dei loro cari anziani.

Essere il caregiver di un anziano comporta livelli di stress molto alti, soprattutto se questo anziano è, per il suo Assistente, un genitore o una persona cara.

C’è chi sceglie volontariamente di svolgere il ruolo di caregiver, chi sente dentro di sé il desiderio profondo di assistere una persona amata nel momento del bisogno, chi può contare su un lavoro che gli permette di essere presente in casa e chi, invece, non ha altre possibilità.

Al tempo stesso, non sono poche le famiglie che decidono di prendersi cura di un anziano in prima persona perché non sanno come trovare un Assistente adeguatamente preparato e fidato –> Scopri come scegliere un Assistente Familiare!

Il ruolo del caregiver in famiglia

Quando un figlio decide di diventare il caregiver del proprio genitore, spesso non sa a che cosa può andare incontro. Il grande senso di responsabilità e l’amore nei confronti di un caro anziano possono vivere fasi altalenanti, trasformarsi in rabbia, tristezza, risentimento, senso di colpa.

«Bisogna aiutarsi l’un l’altro, è legge di natura» 
Jean de La Fontaine

L’Assistenza agli Anziani porta con sé tanti aspetti emozionali a cui è importante prepararsi, per il bene proprio e per quello dell’assistito. Un caregiver triste, stanco e «vuoto» non può aiutare gli altri. Ecco perché è fondamentale conoscere le fasi che può vivere un caregiver nel corso del tempo, imparare a riconoscerle ed essere pronti ad agire al momento giusto.


Condividere l’Assistenza con tutta la famiglia

È impensabile che una sola persona possa occuparsi di qualcun altro 24 ore al giorno ed essere anche efficace ed equilibrata. A lungo nel tempo, conciliare Assistenza, lavoro, incombenze quotidiane, famiglia e vita personale, la giornata di un caregiver può raggiungere livelli di stress davvero molto alti.

Solo quando l’impegno è adeguatamente suddiviso tra le persone della stessa famiglia o tra le persone dedicate all’Assistenza di un anziano, il caregiver di riferimento può iniziare a gestire veramente le sue emozioni.

Per quanto un figlio possa amare un suo genitore, non deve scordarsi né di se stesso né del proprio benessere fisico e mentale. Il primo passo per imparare a gestire le emozioni mentre si svolge il ruolo di caregiver è capire che non si può fare tutto da soli, che è necessario coinvolgere l’intera famiglia, che ogni componente del nucleo familiare ha bisogno di prendersi del tempo per se stesso anche semplicemente per riposare o per uscire a chiacchierare con un’amica.

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